Mare del Nord: tra oasi e inquinamento
L'inquinamento nel Mar Glaciale Artico

Una delle cause è la pesca illegale che causa la modifica dell'equilibrio naturale. Inoltre, ciò che preoccupa di questa situazione è la concentrazione di Cesio-137 radioattivo dovuto all' incidente nucleare avvenuto a Chernobyl del 1986. Ma studi rassicurano che questa sostanza scomparirà entro il 2020, cioè quest'anno.
A peggiorare la situazione, ci sono l'alto livello di petrolio presente nel mare a causa delle navi affondate o incagliate e l'inquinamento causato della plastica, che molti animali, tra cui tartarughe marine, pesci e altri mammiferi scambiano per meduse. Circa il 95% delle tartarughe marine contiene plastica nel suo corpo.
Ma ciò che viene considerato il peggior problema del Mar Baltico è l'eutrofizzazione, indica cioè un arricchimento trofico in determinati ambienti, come laghi, stagni e corpi idrici a debole ricambio. L'azoto e il fosforo derivano dall'agricoltura industriale, dove usano fertilizzanti e pesticidi e non c'è mai stato accordo per cambiare le politiche agricole. Infatti, livelli preoccupanti di pesticidi ed erbicidi sono stati trovati nel fegato di orsi polari, foche e balene.

Le persone che si stanno preoccupando di questa questione sono ancora poche, soprattutto perché consideriamo il mare del Nord e i suoi ghiacciai, un posto lontano. Ma quando tutto ciò finisce nelle nostre spiagge, allora ci rendiamo conto di come il problema sia vicino a noi più di quanto pensiamo. A proposito di questo, è stato trovato un Capodoglio incinta spiaggiata in Sardegna, che in grembo non aveva solamente un cucciolo, ma anche tanti chili di rifiuti.